sabato, gennaio 19, 2008

Il MacBook Air non è innovativo



Non lo è nella forma, un classico 13 pollici widescreen che garantisce sì un'ottima resa, tra l'altro supportata dalla tecnologia a led, ma che è ormai ampiamente diffuso nel mondo dei portatili.
Non lo è nella tecnologia, il processore non rappresenta il top della gamma per ovvi motivi di ingombro e nonostante l'ottimo lavoro di Intel nel ridurre del 60% le dimensioni del Core 2 Duo, siamo lontani dai Ghz che contraddistinguono i portatili di fascia alta.
Non lo è nelle soluzioni mobili, sebbene la parola Air introdotta nel nome del modello sia l'emblema della vocazione mobile di questo computer, a bordo troviamo il classico Wi-Fi, nella versione 'n' e l'ormai onnipresente Bluetooth, certo 2.1 + EDR. Come dire, piena adesione agli standard di mercato.
Ma allora cosa contraddistingue il MacBook Air?
Il MacBook Air rappresenta a mio avviso un prodotto innovativo ma l'innovazione non va cercata nelle tecnologie che contiene, quanto nella forza con cui Apple, nella figura di Steve Jobs, legittima ancora una volta una nuova concezione di prodotto che non ha più bisogno di dotazioni complete per poter funzionare in maniera eccellente. Così come la rete ha esteso l'utilizzo del pc, garantendo una disponibilità di dati e di applicazioni una volta inimmaginabili, così il MacBook Air fa suo questo concetto, limitandosi a montare il minimo indispensabile e cercando di prendere quanto più possibile dal mondo che lo circonda.
Lo fa con la rete, wireless, ma lo fa ancora più spudoratamente con il lettore ottico, assente dalla dotazione ma il cui utilizzo è garantito da un software che permette di "rubare" quello di un computer nelle vicinanze.
In questo riconosco l'innovazione di Steve Jobs, nell'aver intuito che per sopravvivere in un mondo di computer full optional ma tutti uguali la necessità è di nuovo quella di contraddistinguersi e questa volta la scelta è caduta sul togliere.
Togliere l'ingombrante lettore ottico, ridurre il numero di prese USB ad una soltanto, eliminare la potente ma non indispensabile presa FireWire. La storia quindi si ripete, dopo essersi liberato dai floppy, il computer con vocazione mobile di Apple si libera ora di tutto ciò che viene ritenuto superfluo, correndo a velocità spedita verso quella visione che identifica il computer con la rete.
Un plauso ad Apple quindi ed un'ode al lungimirante Steve che potete osservare in tutta la sua verve comunicativa sul palco del Moscone Center nel Keynote del MacWorld 2008.

1 Commenti:

Alle 12:57 PM , Anonymous Anonimo ha detto...

COsa ne pensi invece dell' EEE PC?

 

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